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Amore / Turismo

Il borgo marinaro Genovese di Boccadasse: la storia, i colori e il mare

Il borgo marinaro Genovese di Boccadasse, con le sue case dalle tinte pastello strette attorno ad una piccola baia ormai circondata dal contesto cittadino, si è conservato quasi del tutto immutato nel tempo, mantenendo l’atmosfera del passato, circostanza che ne ha fatto una delle più conosciute aree turistiche di Genova.

La grande suggestione del luogo, senza dubbio il più popolare tra gli antichi borghi di pescatori ancora visibili in città, è dovuta anche al fatto che non si tratta di una conservazione del passato ad uso turistico, ma di un borgo vivo, dove i pescatori continuano tutt’oggi la loro antica attività. Oggi a Boccadasse ci sono gelaterie, ristoranti e gallerie d’arte e il sito è il tradizionale punto di arrivo delle passeggiate dei genovesi in Corso Italia, il lungomare che dalla Foce attraversa tutto il quartiere di Albaro terminando in corrispondenza della chiesa di Sant’Antonio da Padova, dove sono conservati numerosi ex-voto legati a drammi della gente di mare.

Secondo una leggenda il borgo sarebbe stato fondato intorno all’anno 1000 da alcuni pescatori spagnoli che, colti da una tempesta, trovarono rifugio in questa insenatura. Diverse sono le ipotesi riguardanti l’origine del nome di Boccadasse, ma non vi sono certezze in proposito. Secondo quella più citata, il nome del borgo deriverebbe dalla forma della baia: “bocca d’asino” (bocca d’âze in dialetto genovese). Altre possibili origini del nome si riferiscono al torrente Asse, che un tempo scorreva dove attualmente si trova via Boccadasse o al nome di un antico proprietario, Guglielmo Boccadassino.