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Amore / Cinema

‘Il re leone’ in live action: Simba torna a ruggire (e sembra vero)

Elisa e Marco Mengoni danno la voce a Simba e Nala nella nuova versione del classico Disney diretta da Jon Favreau che esalta le emozioni dei personaggi e aggiunge messaggi in difesa dell’ambiente e contro il bullismo

Nuovi interpreti per personaggi e canzoni: Donald Glover (noto anche come Childish Gambino) e Beyoncé nella versione originale, Marco Mengoni e Elisa in quella italiana, danno la voce a Simba cresciuto (Simone Iuè, già voce di Miguel in Coco, è la voce del cucciolo), erede al trono della savana, e alla fedele e coraggiosa Nala. “Abbiamo lavorato sulla fierezza delle leonesse, sulla combattività di Nala, che con la forza cambia la storia” spiega Elisa alla presentazione del film a Roma. Mengoni, invece, racconta di aver dovuto lavorare il doppio: “Il personaggio di Simba muta durante il film, da piccolo erede al trono si trova a essere fanciullo spensierato, e qui ho interpretato un po’ me stesso, eterno Peter Pan, ma poi deve prendere le redini della situazione e tornare a essere re. Abbiamo puntato sul prendersi le responsabilità della propria vita”. Gli amici di Simba, il suricato Timon e il facocero Pumbaa, sono doppiati da Edoardo Leo e Stefano Fresi. Luca Ward è la voce di Mufasa, Massimo Popolizio è il feroce Scar.

L’intreccio è lo stesso, a suo tempo definito “shakespeariano”, del celebre cartoon di venticinque anni fa: la savana festeggia la nascita del leoncino Simba, erede del maestoso re Mufasa; ma lo zio fellone Scar cospira per impadronirsi del trono; che Simba riconquisterà, dopo aver seguito gli insegnamenti dei suoi nuovi amici Timon e Pumbaa. Più qualche aggiunta per allungare il metraggio, che da 90 minuti scarsi passa a quasi due ore. La Disney ha affidato la regia della nuova versione a Jon Favreau, già autore del remake ‘live’ del Libro della giungla; e questi ha realizzato un mix di inquadrature reali e Computer Generated Imagery piuttosto impressionante.

Tutto sembra funzionare a meraviglia: sia per gli adulti, i quali ritrovano le scene famigliari del cartoon accompagnate dalle canzoni di Elton John (Can You Feel the Love Tonight, Circle of Life) o la divertente Hakuna Matata, sia per i piccoli, che amano i personaggi buffi e la parabola di passaggio dalla condizione di cucciolo all’età adulta. Le cose vanno altrettanto bene al box-office; e lo dimostra il fatto che, superati da pochi giorni i profitti di Frozen, il nuovo Re Leone è il film d’animazione col più alto incasso di tutti i tempi. Però l’iperrealismo ha un prezzo: fa perdere l’aura fiabesca dell’originale, rinunciando alla stilizzazione che era il marchio di fabbrica della Disney.

Facciamo due esempi complementari. L’antropomorfismo integrale del disegno animato, dove i leoni aggrottavano le sopracciglia, sorridevano o storcevano la bocca, era irriproducibile con fiere così realistiche. Al contrario, mentre nel cartoon la cosa non sorprendeva più di tanto, qui le parole messe in bocca a felini & C. hanno un effetto straniante: come se, di punto in bianco, gli animali di un documentario del National Geographic cominciassero a parlare.

Pur rimanendo fedele all’originale nella storia e nella colonna sonora, la nuova versione di Il re leone aggiunge nuovi elementi con messaggi in difesa dell’ambiente e contro il bullismo. Jon Favreau, regista e attore del team Marvel (ha diretto i primi due Iron Man cinematografici e veste di nuovo i panni di Happy, l’assistente di Tony Stark, in Spider-Man: Far from home, appena uscito in sala) aveva già sperimentato la tecnica live action nel remake del classico Disney Il libro della giungla del 2016, ma per questa nuova avventura di Simba è andato oltre ogni aspettativa: ha messo insieme e diretto una complessa squadra di artisti, tecnici e animatori creando un nuovo modo di realizzare un film che supera la distinzione tra live action e animazione.

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