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L’Italia supera il numero di morti cinesi, ma si muore di coronavirus o di privacy?

L’Italia supera il numero di morti cinesi, ma si muore di coronavirus o di privacy?

Dalla fine di febbraio non si parla d’altro, il protagonista assoluto di questi giorni per i danni che sta provocando nel mondo è lui, il coronavirus.
Sfortunatamente i morti in Italia sono arrivati a quota 6820 su 69176 casi confermati mentre la Cina si ferma a 3245 decessi su 80928 casi.

Perchè l’Italia è il paese con più decessi nel mondo?

Secondo l’ISS (Istituto Superiore della Sanità) i fattori che influenzano, dal grado di anzianità del paese, il secondo al mondo dopo il Giappone, alle patologie pregresse. Quello che sappiamo ad oggi è che l’età media di morte in italia è di circa 80 anni mentre quella degli infetti di intorno a 65 anni. Anche le patologia pregresse sono un fattore di rischio. Molte patologie che sono elementi di rischio con Sars-Covid2 sono riscontrati in maggior quantità per campione di cittadini in Italia rispetto che in Cina.
Ma una misura che la Cina ha intrapreso mentre l’Italia non l’ha seguita è il monitoraggio dei positivi. Detto così sembra una cosa non vera, ma in Cina hanno fatto una cosa impraticabile per le moderne democrazie occidentali. Va preso in considerazione però che a discapito del nome, la Repubblica Democratica Cinese oggi ha una forma molto più vicina ad una dittatura oligarchica elitaria.

Che misura ha adottato la Cina?

Mentre in Europa nell’ultimo quinquennio si approvò la norma sul copyright e privacy, conosciuto come GDPR, la Cina e gli altri paesi asiatici digitalizzavano il loro territorio per spiare i propri cittadini mascherando il fatto sotto il nome di sicurezza nazionale.
Ma quello che in “democrazia” è un comportamento abominevole, durante questa crisi si è rivelata un’arma vincente.
Se in Italia, così come in Europa, non si possono fare i nomi e non si può entrare nei telefonici di specifici telefoni per tracciare i contatti, in Cina è diventato realtà. Infatti il governo cinese ha spiato i loro cittadini e messo in rete in una specifica APP i dati dei suoi cittadini per tre ragioni fondamentali di pubblico interesse:
-Monitorare i movimenti di tutte le persone trovate positive.
-Mettere a disposizione dei cittadini non infetti i dati sui pazienti infetti, mettendo a disposizione i nomi e le loro posizioni in tempo reale.
-Rendere conto degli spostamenti delle persone asintomatiche prima che fossero trovate positive, così da ricostruire i contatti delle persone infette.
Al governo cinese non si può rimproverare il fatto di non aver adeguatamente informato i cittadini, anche se fatto in modo non trasparente. La domanda che ci lascia un pò perplessi è: anche se non è eticamente corretto non si può adottare la stessa misura presa in Cina anche in Italia? Alla fine è solo questione di buon senso. Mentre l’Italia, ancora una volta, non prende una posizione e lascia la questione all’Europa, restiamo in attesa dei burocrati di Bruxelles prendano una decisione e ci comunichino se varrà maggiormente la burocrazia made C.E o il buon senso. Intanto in Europa si muore ancora troppo di e con CoVid19.