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Pisa il Camposanto

Il Camposanto è stato l’ultimo monumento a sorgere sulla Piazza del Duomo, con la sua lunga parete marmorea a 43 archi ciechi e due porte di ingresso, fu fondato nel 1277 per accogliere le tombe fino a quel momento disseminate attorno alla Cattedrale.

Nei corridoi si trovano numerosi sarcofagi romani di grande pregio utilizzati per le sepolture delle persone importanti, si può pertanto definirlo come il “Pantheon” della élite Pisana.

Sembra di entrare in una galleria di arte antica e medievale. Nasce così una delle più antiche architetture medievali cristiane destinate al culto dei morti.

Si chiama Camposanto perché qui sarebbe stata portata la terra santa dalla Palestina al tempo della II crociata.

Nel corso del Trecento le pareti interne si animarono di meravigliosi affreschi incentrati sul tema della Vita e della Morte, realizzati da due grandi artisti dell’epoca, Francesco Traini Bonamico Buffalmacco, i quali misero in scena le prediche declamate in città dal domenicano Cavalca, ma anche le spaventose visioni della Commedia di Dante. Il ciclo procede nell’avanzato Trecento con le Storie dei Santi Pisani di Andrea BonaiutiAntonio Veneziano e Spinello Aretino e con Storie dell’Antico Testamento, iniziate lungo la parete settentrionale da Taddeo Gaddi e Piero di Puccio e concluse alla metà del Quattrocento dal fiorentino Benozzo Gozzoli.

Non vi resta altro che visitarlo e non dimenticate si salire sulla vicina e famosissima “Torre Pendente”.