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Amore / Cinema

Scary Stories to tell in the dark : un film “di paura” per ragazzini coraggiosi…

Una cittadina di provincia, un gruppo di ragazzi, un fatto di cronaca, una leggenda o un evento misterioso che scatena paura ma anche attrazione e soprattutto una grande avventura che li trasformerà da bambini a giovani adulti. È un mix perfetto, che non stanca e continua a mietere successo, quello alla base di infiniti racconti di formazione, che siano per la pagina scritta o per il grande o piccolo schermo. C’è il corpo di un ragazzo sbalzato da un treno (Stand by me), il mondo del Sottosopra che cerca di emergere (Stranger Things), una banda che evade di prigione e incrocia un gruppo di ragazzini in cerca di un tesoro (I Goonies), bambini che scompaiano misteriosamente (IT).

È una lunga tradizione di storie di successo quella in cui si inserisce Scary stories to tell in the dark, il film scritto e prodotto da Guillermo del Toro e diretto dal regista norvegese André Øvredal (specializzato in horror, suoi Autopsy e Troll hunters). 

D’altronde è proprio durante la festa più spaventosa dell’anno, nella cittadina della Pennsylvania Mill Valley, che un gruppo di adolescenti è chiamato a risolvere il mistero che avvolge una serie di improvvise e macabre morti. E lo dovrà fare affrontando le proprie peggiori paure. Tutto ha origine dal libro scritto da una loro concittadina, la misteriosa Sara Bellows sulla quale sono state dette cose orribili, accusata ingiustamente di omicidio, eppure anche lei aveva storie spaventose da raccontare e le ha raccontate. Sulle note distorte di Over the rainbow, con un vecchio spaventapasseri ormai sfatto ai confini di un campo, tutte le idiosincrasie e le ossessioni di questo gruppo di ragazzi si materializzano. È Stella (Zoe Margaret Colletti) a capire il potere letale del libro: “Non sei tu che leggi il libro, è il libro che legge te”.

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